lunedì 16 gennaio 2012
Il sesso e le sue caste.
Sono andata a vedere Shame. Mi ci ha portato una mia amica che io di questo film non sapevo proprio nulla. E' il mio nuovo must. Andare al cinema senza sapere nulla del film.
Non c'era neanche una pistola, ma del sangue sì. Lo dico per quelli che invece prima di spendere 7.50 vogliono almeno qualche indizio.
Alla fine del film ho capito delle cose.
Chi lo fa una volta a settimana, non sa che si perde.
Chi lo fa tre volte a settimana, é all'inizio di una relazione
Chi lo fa tutti i giorni, ha una vera passione
Chi lo fa tutti i giorni con una persona diversa, è un po' porco o un po' troia.
Chi lo fa più volte al giorno anche mentre dovrebbe lavorare, è un erotomane.
Ma farmi credere che il sex addicted è uno tanto triste e malato e ha avuto un'infanzia difficile, no mi dispiace mi pare troppo facile. Come dire che i musicisti sono tutti un po' dannati.
E la prossima volta che mettete le corna al vostro partner... ricordatevi che alla scusa della malattia del sesso, non ci crede più nessuno.

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posted by LaMela at 10:46 PM | Permalink | 0 comments
domenica 8 gennaio 2012
Un finale
Ecco che succede... stavo cucinando... con la testa a metà concentrata sulla pulitura dei carciofi e l'altra persa nel vuoto e ho pensato a tutte le opzioni che ho. Così d'amblè, o come diavolo si scrive, ho pensato: no! voglio un uomo tutto mio. e poi l'attimo dopo ho pensato... Nessun uomo sarà mai solo mio! Gli uomini ragionano con il pisello.
Bhè, questo è il finale! Stay tuned!

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lunedì 2 gennaio 2012
Silvio, torna!
 
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lunedì 17 ottobre 2011
O mia bela madunina
 
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martedì 29 marzo 2011
Rewind oppure no? Purché si faccia in fretta.
Mi si è come chiarita una questione di vita che penso sia fondamentale. L'importante è avere le scarpe giuste.
Si comincia pensando a come sono strani i tuffi nel passato, il revival con persone che conoscevamo un tempo, neppure un tempo troppo lontano. C'è stato un momento in cui ci sembrava impossibile riuscire a ridere con certe persone e allo stesso modo insensato poter vivere senza altre. Abbiamo tirato avanti convinti di poterci fidare della nostra prima impressione e a distanza di anni ci accorgiamo di non aver capito un bel niente.
Ovvio che tre anni fa non sapevamo quello che sappiamo oggi ma è l'oggi che sembra essere diverso. Siamo noi che siamo diventati meno ostili oppure sono gli altri ad essere diventati più carini? E' come uscire di casa con la pioggia con indosso le scarpe basse e i pantaloni lunghi. E' inevitabile bagnarsi piedi e orlo dei calzoni. E' inevitabile sentirsi addosso l'umidiccio della pioggia, ma sarebbe bastato indossare degli stivali o dei tacchi più alti. Una cosa è camminare nel fango, un'altra passarci sopra.


Mi sembrava un'osservazione importante ma a rileggerla ora mi rendo conto di quanto sia facile a dirsi e poco ad applicarsi. Comunque nel caso non ci aveste mai pensato...ogni occasione vuole la sua scarpa, e certe volte vanno bene pure le pantofole.

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posted by LaMela at 12:17 AM | Permalink | 2 comments
martedì 11 gennaio 2011
...Don't you understand i love you?
Con grande spirito di sacrificio natalizio migliaia di meridionali espatriati al nord affrontano il viaggio verso la città d'origine. Vestiti in multistrati annodabili, in modo da potersi spogliare di un pezzo ogni 150 chilometri, si riversano sui marciapiedi correndo dietro ai bus destinazione stazione dei treni. Si caricano valige appesantite dai doni, tutte cose di design che al sud non si trovano. La tastiera di emoticon, la Moleskine porta iPad, le multiple usb a forma di tavoletta di cioccolata e il mouse tempestato di strass. Al nord ci torneranno pieni di provole di bufala affumicate, ‘nduja e paste di mandorle.

Si muovono imbufaliti, dando spintoni, e cominciano la caccia al posto a sedere trascinandosi buste e figli in un indemoniato percorso ad ostacoli lastricato di trolley ed anziane. Velocemente i treni si riempiono e cominciano le telefonate per avvertire casa che si è saliti e poi seguono quelle per informare che si è partiti, che si è passata Bologna, poi Firenze...Qualcuno tenta invano di conversare nei tratti in galleria: è una caciara di “ Pronto? Pronto?” in tutti i dialetti d'Italia. In aereo il viaggio è decisamente più silenzioso, ma nella quiete si riesce a distinguere la voce di uno, due file più avanti, che per motivi misteriosi sente il bisogno di elencare tutti gli incidenti in volo degli ultimi anni. Se si sopravvive ci sarà da affrontare il recupero bagagli e quindi una serie di trasbordi da un bus ad alcuni treni, fino a casa. Una fatica immane considerando soprattutto che non sai mai se e quando arriverai! Eppure ci avevano promesso mini-capsule volanti, porte spazio-temporali, se non addirittura città trasportabili. Invece siamo ancora qui a dannarci l'anima bloccati negli ingorghi, asfissiati nelle metropolitane, terrorizzati dalla neve e dalle nubi di cenere.

Io sono arrivata al punto da invidiare Nikki di Misfits per il suo potere di teletrasporto. Spero sempre che grandini...sai mai. Potrei alzarmi all'ultimo minuto per andare in ufficio e una volta finito essere già al tavolino del bar per il mio aperitivo, quindi direttamente in camera pronta per andare a dormire. In un lampo andrei a casa degli amici sparsi in tutta Italia, visiterei quasi ogni angolo del mondo. Potrei comprare il sushi a Tokyo e mangiarlo seduta su una panchina di Venezia e ogni tanto teletrasportarmi a casaccio per il piacere dell'avventura! Sarebbe così bello che mi pare impossibile che nessuno ci abbia ancora pensato!

Più ci rifletto e più mi convinco dell'esistenza di una lobby di potenti che usa il teletrasporto, ma noi altri non ne siamo al corrente! Se solo sapessi volare a iper velocità li raggiungerei e con la super-forza li sconfiggerei tutti! Regalerei il teletrasporto al mondo intero e mi eleggerebbero Presidente del mondo. Farebbe comodo anche il dono dell'ubiquità, della sazietà, della tonicità muscolare eterna..
 
posted by LaMela at 10:53 AM | Permalink | 2 comments
lunedì 22 novembre 2010
Il dilemma del chiodo
Care amiche questa volta dobbiamo guardarci in faccia per bene. Dobbiamo essere sincere le une con le altre e non nasconderci nulla, che le bugie hanno le gambe corte. Oramai siete grandi abbastanza per essere messe al corrente della verità: il chiodo scaccia chiodo non funziona, anzi è controproducente. Questo è il risultato di una profonda e obiettiva analisi.
Non serve vendicarsi se un partner occasionale vi ha deluso. Finirete con lo scavare nella vostra rubrica telefonica a caccia di qualcuno con cui fare ginnastica e ripescherete uno a caso. Chiamerete Mario, di cui non ricordate lineamenti, colore dei capelli e nemmeno misura delle mutande. Vi ritroverete a promettere del sesso sfrenato e poi guardandolo per bene in faccia vi ricorderete che Mario è proprio quello che al vostro primo incontro vi chiese di indossare per lui un completo da Winnie the Pooh, che lo eccitava tantissimo. Così per dimenticare uno qualunque rinnoverete un trauma che pensavate rimosso. Grosso errore!
Se diversamente il vostro obiettivo è di dimenticare, punire, vendicarvi di un uomo che smuove le vostre viscere, che vi stimola sogni romantici e con cui sperate di costruire una famiglia, il chiodo sarà il più grande errore della vostra vita. Trovrato l'uomo adatto allo scopo insisterete talmente tanto per vederlo da dargli la scusa di comportarsi come un merito minchione. Il vostro essere tanto disponibile gli farà credere di essere irresistibile, e diciamocelo nessun uomo lo è! Quello che avverà nella vostra camera da letto, sappiatelo, sarà solo colpa vostra. Potrebbe sdraiarsi, mettersi le mani dietro la testa e dirvi: "Adesso scopami". Oppure potrebbe decidere di condividere con voi un suo segreto. Accenderà il computer, cercherà tra i suoi siti preferiti e vi dirà trionfante "questo è il sito con cui mi sego". Se pensate che non sia troppo terrificante aspettate che vi chieda di sedervi sulle sue ginocchia. Potrebbe cingervi i fianchi e dall'alto del cocomero che si ritova al posto della pancia, orgoglioso di non avere raggiunto i 40 e di ricorrere già ad un orribile riporto, lui potrebbe dirvi: "cavolo, ma sei ingrassata una cifra". A quel punto, avete due scelte. Cacciarlo immediatamente o andarvene senza dire nulla. Oppure farglielo venire duro, per quanto possibile, e poi dirgli "no scusa, ma non mi sento bene". Il chiodo non scaccia mai il chiodo. Alla fine uno dei due resta sempre a fare capoccino dal muro infastidendovi la vista e impedendovi di coprire il disastro con un quadro.
La miglior soluzione nella vendetta sessuale è di farsi una tisana al finocchio, andare a nuotare e uscire con gli amici. Tanto per quanto vi darete da fare alla fine della fiera ogni donna è sempre una troia, ma, spero che questo vi soddisfi, ogni uomo è sempre un grandissimo stronzo!

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posted by LaMela at 12:55 AM | Permalink | 3 comments