sabato, novembre 14, 2009
A'tame
A me Sanremo piace tanto. E' il più vecchio reality che la tv italiana sia riuscita ad inventare, quando ancora i format non esistevano. Da una serata all'altra puoi seguire le scelte degli stilisti per le prime donne che salgono sul palco, osservare il livello di grasso sui capelli delle giovani proposte, valutare che la violinista della prima fila è sempre tanto concentrata. Le canzoni? Quelle sono l'ultima cosa, tanto che ti piacciano o no dovrei subirne l'ascolto accendendo una qualunque radio. Spesso più sono brutte più il festival diventa avvincente. E' una forma di perversione unica nel suo genere. Adesso viene fuori che la prossima edizione del Festival aprirà le sue porte alle canzoni in dialetto.
Questo è uno di quei colpi televisivi che nemmeno il Grande Fratello può pensare di raggiungere, nonostante ogni anno ci si metta di buon impegno.
Nino D'Angelo già canta vittoria, Davide Van De Sfros invece al momento non è raggiungibile.
Sarà una settimana magica: i vestiti pomposi della Clerici, la sobrietà dei Big over 56, la leggerezza dell'idioma e noi a casa che cerchiamo di convicerci che la crisi oramai è finita.
 
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mercoledì, ottobre 21, 2009
uomo cerca donna
LUI:Ciao sono Mario 36 anni e vivo a Milano non posso pubblicare foto e non sono iscritto a XXX quindi non posso risponderti, ma se mi scrivi a XXX posso inviarti delle foto privatamente spero a presto PS nella foto che hai pubblicato hai un'espressione diciamo.....pensierosa!
non va bene!... spero di rivedere il tuo viso sorridente.....

LEI:e scusa, perché non puoi pubblicare foto? che sei sposato?

LUI: sposato no... ma neanche liberissimo...ma neanche non libero...è un periodo di transizione...diciamo che anche io sono pnsieroso

LEI:eh bhe e io dovrei consapevolmente avere a che fare con uno che cerca di tenere il piede in due scarpe? Siccome sono pensierosa non sono stupida!

LUI:da un certo punto di vista hai ragione, da un altro no per vari motivi tipo che conoscere qualcuno non significa mettersi le scarpe,......risparmieremmo un sacco di soldi...scherzo e comunque rifiutare un'amicizia o cominque una conoscenza può significare perdere un'occasione.
Sicuramente potrai rispondermi che che l'occasione può essere negativa...è vero, ma può essere positiva e c'è un detto che dice: chi non rischia non rosica
Ma apparte i detti io penso che fare nuove amicizie è sempre una cosa positiva che dà sale alla vita.

LEI: ahahah scusa se rido! Sai quanti uomini con i piedi in due scarpe ci stanno in giro?
Del resto sei talmente insistente che mi viene proprio il sospetto che hai pure il piede in una scarpa che ti sta stretta. Ti saluto caramente con la certezza che nonostante la nostra non conoscenza e non amicizia, la mia vita sarà ugualmente salata e che le prossime notti dormirò serena, come sempre.

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martedì, ottobre 13, 2009
In calce
C'è solo da ridere: Repubblica e l'appello per il rispetto delle donne. Raccolta firme organizzata dopo le infelici battute del Premier alla Bindi. Ci sarebbero centinaia di appelli del genere da organizzare ogni giorno: contro la mafia, le bustarelle, gli appalti truccati che permettono la costruzione di palazzi fintamente antisismici che uccidono persone. Contro quelli che si comprano la laurea, che trovano lavoro perché sono raccomandati, contro i finti invalidi, i finti disoccupati. Facciamo una raccolta firme contro il parcheggio in doppia fila, il capuccino con troppa schiuma, i cornetti/briosche congelati, la gente rifatta, quelli che mettono le corna e la mia padrona di casa che passa il suo tempo libero a casa mia invece che al parco a dare le briciolette ai piccioni. Da ragazzina raccoglievi le firme per Amnesty International e per quanto tu ci abbia creduto nella campagna, per quanto in certe situazioni l'importante è non stare zitti e far sempre sentire la propria voce, sensibilizzare... hai la certezza che molti, la maggior parte dei prigionieri maltrattati di cui seguivi la storia siano morti in quelle celle.
Berlusconi è stato repellente dal primo giorno del suo mandato, anni fa. Come mai a Repubblica si sono accorti di questa cosa solo ora? Il problema allora non sta solo nel premier ma in tutte quelle donne che fino ad ora hanno riso delle battute e delle gaffes. E sono le stesse donne che insegnano alle loro figlie che se vogliono quel fantastico vestito in vetrina dovranno farselo regalare dal fidanzato. Il problema sono le donne, le ragazze di oggi che non hanno più voglia di discutere, che preferiscono cedere piuttosto che affrontare la battaglia e magari vincere.
Il problema sono le donne che fino ad oggi che Berlusconi fosse un vecchio porco ebbro di sè, non se ne sono interessate e lo hanno votato. Contro quelle donne tocca fare la raccolta firme. Solo chi decide chi sono quelle intelligenti che firmano e quelle stupide che sono oggetto delle firme? Facciamolo decidere ad un uomo.

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venerdì, ottobre 09, 2009
Stardust
LEI: Stasera sono triste, depressa...faccio una vita di merda e dunque no, non esco. Voglio godermela fino in fondo.
LUI: Dai cavolo, non sai che giornata ho avuto, andiamo al vernissage in zona Moscova e poi ad un incontro di sinistroidi a Romolo.
Come dire: dalle stelle alle stalle.

Moscova è uno di quei posti di Milano dove respiri aria di soldi, soldi scialati e figame. Figame eterosessuale. Il vernissage è di un giovane scultore. All'ingresso dello spazio c'è un ragazzo di razza mista fornito di alcolici, analcoli, bicipite tosto e sorriso delizioso. Ti viene proprio sete, peccato i finiti calici di plastica, ma tant'è c'è la crisi pure ai vernissage. La location è fondamentalmente bianca con il parquet finto-rovinato, sul bianco pure lui. Ma tant'è quando lo hanno messo di certo non c'era la crisi. Le opere dello scultore sono degli scarti di pietra, marmo, sassi, bucati in modo da essere attraversati da strutture di ferro che li sostengano sul tavolo o appesi al muro. Bianco e nero, forma morbida e angoli di ferro che si avvolgono a vicenda creando uno stile in parte ingegnoso in parte...riciclato. Sembrano grossi e pesanti ciondoli di un gioielliere grezzo che non aveva pazienza a stare lì, levigare, smussare...come viene, viene.
Amò guarda c'ho trovato...m'ho ci faccio un buco dentro! Amò...ma se ci infilo 'sto ferro dici che si tiene?
L'artista manco a dirlo lo individui subito. E' quello con il bel vestito e i capelli rasta legati in una coda di cavallo. Di sicuro scopa da Dio greco, di sicuro ha capito tutto della vita. Due scarti annodati assieme te li lascia a poco meno di 3000 euro. Inarrivabile il pezzo forte: 16 pezzi di pietra e ferro agganciati alla parete a mo' di enorme orologio dell'era preistorica.
Salutato l'artista tutto preso a fare p.r. con una signora platino vestita come una tastiera di pianoforte aggrovigliata, due minuti al rinfresco e si è pronti per il ritrovo sinistroide.

LEI: Ma che succede con questi comunisti? Ci sarà qualcosa da mangiare?

In attesa del resto della comitiva da bravi squattrinati, intolleranti al glutine e un pò affamati si fa rifornimento all'Esselunga di yogurt al cocco, cioccolata alle nocciole, patatine e acqua. Almeno per stasera si è sicuri dello squaraus.

I sinistroidi hanno organizzato un dibattito sulla Pillola del giorno dopo. Davanti alla sede del Circolo arriva una macchina, scende una donna sopra i 50.
LEI: la Signora di certo non ha bisogno...
L'ALTRA : Tu non capisci l'impegno politico.

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martedì, ottobre 06, 2009
Grossa crisi
Non so se ho più paura di scivolare in un vortice emozionale o di scoprire ancora una volta che non sono più capace di sentire niente.
 
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Borderline

Ero di certa vestita di nero e di certo ero intimorita. Entrare accompagnata da due amiche nel pulsante centro nevralgico della sede giovanile di Rifondazione Comunista nella mia città fascista mi fece pensare che davvero stavo diventando grande. Ero diversa da quelli che portavano le sciarpe a quadretti, diversa da quelli che erano normali e da quelli che passavano inosservati. A me mi si notava tanto. Dunque tanto valeva essere diversa fino in fondo. In una scuola di ragazzi schiavi delle mode, figli di padri liberi professionisti democristiani con il mezzo busto di Mussolini nella camera da letto, vista l'impossibilità economica di assomigliargli non restava che distinguersi ancora di più. L'aria era cupa di intelletto che cerca sfogo in ogni angolo, dalle piccole librerie rigonfie di volumi ai poster attaccati vicini per trovare spazio per nuovi poster fino all'odore di sigarette fumate l'una addosso all'altra. I giovani avevano la loro stanza dove riunirsi e i richiami degli slogan del partito stavano sistemati accanto alle copertine degli album di Guccini e alle locandine dei film in linea con il disagio giovanile della fine degli anni '80. La finestra si affacciava su una delle piazze razionaliste della città arredata con le palme e con gli scansafatica appollaiati sui loro motorini. Pensai che fino a quel momento la mia vita l'avevo proprio gettata via. Impegnata solo con Amnesty International avrei potuto fare cose importanti anche per la mia città. Così li guardavo aspettando di capire come relazionarmi. Quando arrivai erano in pausa, forse dopo un acceso dibattito: alcuni fumavano sostanze illegali seguendo le canzoni di Guccini con gli occhi sognanti...sognavano un mondo migliore. Come avrei voluto sentirmelo raccontare quel mondo, entrarci dentro anche io e costruire il mio chiosco di bevande a prezzo politico. Altri attaccati al giradischi riposizionavano la puntina per far ricominciare daccapo la Locomotiva.
Ed ero sempre più affascinata. Alcuni erano in modalità petting comunista. Si fermavano solo per dire: passa 'sta canna. Ed ero tramortita dalla bellezza della politica. Così restai a fissarli invidiosa mentre erano presi da queste attività anche per le successive visite. Entravo in sede quasi in incognito, per quanto potevo, e poi come una clandestina mi abbeveravo della loro giovane onniscenza comunista restandomene in un angolo sperando che prima o poi mi avrebbero eletto mascotte del gruppo. Avrei potuto raccontare anche io di aggressioni subite dai fascisti che vegetavano sui gradini dell'intendenza di finanza, oppure essere l'addetta al recupero feriti dopo qualche battaglia persa per minoranza numerica e mancanza di armi. I giovani comunisti erano solo dotati di cervello fino, niente bastoni, niente coltelli. Ogni tanto qualche riunione urgente ci rimetteva tutti in riga e seduti attorno al tavolo decidevamo per l'occupazione di uno spazio abbandonato dal comune o dalla provincia e che in quanto giovani ci spettava di diritto. Finiva sempre che Michela mandava tutto all'aria perché non poteva dormire fuori e non si riusciva mai a raggiungere il numero necessario ad evitare l'attacco della polizia in tenuta antisommossa. La politica è dura, la lotta comporta sacrifici. Poi siccome ero l'unica che non aveva nessuno con cui pomiciare, pensai che era meglio stare a casa e mandare le lettere per Amnesty che alla fine c'era da dare una vita dignitosa a Nelson. Free Nelson Mandela.

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posted by LaMela at 12:22 AM | Permalink | 0 comments
giovedì, ottobre 01, 2009
cazzi
Questa potrebbe sembrare a molti una mail farneticante, ma conto sul fatto che non sembri il solito imbecille e che userai il cervello per comprendere il senso ultimo delle cose che ti scrivo.
io non sono in un bel momento, sono ciclotimica a tratti depressa impegnata in tentativi di suicidio, a tratti incazzosa da organizzare un omicidio, a volte entusiasta e super felice, di cosa poi...in questo momento, più che mai, l'ultima cosa di cui ho bisogno è di una persona troppo gentile, troppo attenta, troppo...
Ti ringrazio di quello che hai fatto per me e spero davvero che da qualche parte il ragno esca dal buco ma oramai ho smesso troppo di sperarci, quindi nella migliore delle ipotesi deciderò per un reimpatrio coatto nella terra dove nulla accade e regna il qualunquismo.
In tutto questo casino affezionarmi a te farebbe male. A te e a me. Soprattutto a me.
E io non ho proprio voglia di avere dell'altro male da portarmi dietro che ho già la schiena a pezzi per non parlare del resto.
Tu sei un entusiasta e sono felice per te, ma ti prego trattami con cautela, pesa le parole e soprattutto i gesti che sono più importanti di altro. Te lo scrivo perché so che sei uno che si da molto da fare, che non ha legami e fissa dimora e io non mi posso proprio perdere in tutto questo che trovo affascinante e invidiabile.
Te lo scrivo perché confido nel fatto che tu sia più equilibrato di me. Te lo scrivo anche se poi magari non succederà nulla di che, non mi farai impazzire e tutto questo scrivere sarà davvero solo farneticare.
Trattieniti tu anche per me dal fare delle cazzate.
 
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lunedì, settembre 28, 2009
Macchie, treni ed altre storie
Nel giro di due giorni ti sei rifatta una vita sessuale. Saltuaria, disimpegnata e soprattutto non del tutto appagante. Ma si arriva a quel punto dove niente gira come vorresti e dovrebbe e allora va bene tutto purchè sia. Per non farselo leggere proprio in faccia che non c'è lo straccio di nessuno nella tua vita solo un sacco di gente che porca vacca sei un genio, mi fai troppo ridere, sei davvero intelligente!!
Sono soddisfazioni che...purtoppo non ci riempi nemmeno un ditalino da cucito.
Poi ricordalo nella vita avviene sempre l'imprevisto. Tu ci hai messo sopra la stele di Rosetta, che è meglio non toccarla che magari si rompe, e tutto è finito nel dimenticatoio. Non ci pensi non ci speri, ma di che stiamo parlando? No no io sono impegnata ad organizzarmi il futuro...lo vedi laggiù quella specie di... quel coso... laggiù quel... vabbè la vedi quella macchina nera in lontananza? quello è il mio futuro, ma si adesso è un pò ...così , ma ci sto lavorando!
Te ne stai lì con i tuoi complimentucci e pacche sulle spalle , e le tasche piene di ditalini vuoti te ne stai sulla panchina ad aspettare IL treno.
Ne sono passati un sacco, fermati ancora nessuno. Hai cambiato stazione e panchina, preso un carro merci che è rimasto a metà strada per un problema tecnico. Il solito furto di rame.
Poi c'è stata l'esondazione del torrente che ha ritardato tutto di circa 148 minuti. E alla fine sei di nuovo in una nuova stazione sulla stessa panchina.
Un giorno passa un tizio e ti mostra una monetina.
Ti ci faresti un bel panino, sarebbe un modo per ritrovare le forze.
Invece ti solleva dalla panchina che ha deciso che la tua intelligenza, la tua sagacia, l'ironia che sprigioni a pelle è proprio quella che cercava. Per farsi una bella scopata!
Eh vabbè...che devo...ma io veramente volevo solo quella mone...si no comunque non sei male anche tu, ma non vorrei che poi....Bhe si andiamo in quello scatolone, il barbone che ci vive è amico mio.
La bella scopata: è lingua a paletta.
Lo ripetiamo per le incredule: Lingua a paletta.
Non è tutto, c'è l'elogio del pisello: dimmi quanto è grosso, vedi come è duro? ti piace eh? Eh lo so, dimmelo che ti piace, mamma mia come ti scopo, ti scopo da Dio, ho il cazzo durissimo.
Insomma la bella scopata era a tre, tu, lui e il suo migliore amico, pisello.
Grosso, pulito, resistente eppure tanto insicuro.
Ogni donna lo sa che l'uomo in certi momenti ha bisogno del supporter. Le nostre mamme, Cioè e altre sane letture ci prepararono anni fa a quello che avremmo dovuto affrontare. Ma i tempi non erano ancora maturi per anticiparci quello che sarebbe venuto con l'evoluzione della specie, i traumi ben più impegnativi con cui ci saremmo ritrovate a combattere, i grandi problemi di comunicazione...perché certe volte, come dire...pisello da un orecchio non ci sente.
 
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